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Pastorizzazione del latte e non solo: come garantisco la validazione dell’intera filiera lattiero-casearia?

Nei caseifici medio-piccoli spesso il monitoraggio della temperatura non è garantito in modo efficace o è addirittura assente e questo pone grossi interrogativi rispetto alle richieste degli organi di controllo e dei clienti finali.

Garantire il corretto rapporto tempo/temperatura ci permette di migliorare in sicurezza il processo di cottura e pastorizzazione frutto di anni di esperienza preziosa spesso tramandata per generazioni.

SDS Technology grazie alla ventennale esperienza del proprio team è oggi in grado di trovare la soluzione “sartoriale” ed economica che meglio si adatta alle tue esigenze.

Il monitoraggio temperatura si estende in un range da -60°C + 140°C per cui interessa ogni step della filiera di produzione dalla cottura alla pastorizzazione passando per l’abbattimento, conservazione e trasporto.

Utilizziamo sistemi a datalogger per la pastorizzazione del latte con software validato, certificati con riferimento primario Accredia che utilizzano ogni possibile modalità di trasmissione (USB, Bluetooth, Wireless, NFC).

Interssanti soluzioni sono fornite dai modelli data logger Bluetooth e Wireless in grado di monitorare a distanza i punti critici della temperatura in produzione, conservazione, cold chain. In particola il data logger Bluetooth utilizza sonde di temperatura fino a -80°C utili nei processi ultrafreezer.

Inviaci la tua richiesta compilando il modulo che trovi al link: www.sdstechnology.it/contatti

un nostro esperto ti risponderà a stretto giro.

Pastorizzazione

Le normative in vigore distinguono almeno 5 tipi di latte pastorizzato:

  • latte fresco pastorizzato di alta qualità
  • latte fresco pastorizzato
  • latte pastorizzato microfiltrato
  • latte pastorizzato
  • latte pastorizzato a temperatura elevata e ESL (estesa durata di conservazione, dall’inglese Extended Shelf-Life)

Il latte crudo destinato ad essere utilizzato per la produzione di latte fresco pastorizzato di alta qualità, entro due ore dalla mungitura deve essere immediatamente filtrato e refrigerato alla temperatura massima di +6 °C e deve essere conservato a tale temperatura, o a temperature inferiori, in attesa del trasferimento allo stabilimento dove avverrà il trattamento termico.

Il latte fresco pastorizzato di alta qualità, secondo i requisiti fissati dal DM 185/1991, deve contenere almeno il 15,5% di sieroproteine non denaturate (in altre parole, proteine del siero di latte non danneggiate dal calore), quantità maggiore rispetto a quella presente nel latte fresco pastorizzato “tradizionale”. Partendo da una materia prima migliore, il trattamento termico può essere più leggero (inferiore di circa 2°C rispetto alla comune pastorizzazione), con minori ripercussioni sulla composizione chimico-fisica del latte.

Con la pastorizzazione, si ha una contenuta riduzione di alcuni nutrienti, come le vitamine del gruppo B, idrosolubili, presenti in origine nel latte. La principale differenza rispetto al latte crudo, vale a dire quello appena munto, riguarda il gusto perché il riscaldamento modifica un po’ la componente aromatica del latte.

Controllo Temperatura Bluetooth